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Papilloma virus: cos’è, come si prende, sintomi, diagnosi e prevenzione

Papilloma Virus

Il papilloma virus, o HPV dall’inglese Human Papilloma Virus, è una delle infezioni più comuni trasmesse soprattutto attraverso il contatto intimo e sessuale. Nella maggior parte dei casi l’infezione è transitoria, non causa sintomi e viene eliminata spontaneamente dal sistema immunitario. In alcune situazioni, però, il virus può persistere e provocare verruche, condilomi, lesioni precancerose o, nel tempo, alcuni tumori.

Parlare di papilloma virus non significa quindi parlare automaticamente di cancro. Significa, piuttosto, conoscere un’infezione molto diffusa, spesso silenziosa, ma oggi prevenibile e controllabile grazie a vaccinazione, screening e diagnosi precoce. L’infezione persistente da tipi di HPV ad alto rischio è considerata la causa principale del tumore del collo dell’utero; vaccini e programmi di screening permettono però di individuare e trattare precocemente le alterazioni cellulari.

Che cos’è il papilloma virus?

Il papilloma virus è un gruppo di virus che infetta soprattutto la pelle e le mucose. Esistono oltre 200 tipi di HPV: alcuni causano lesioni benigne, come verruche cutanee o condilomi genitali; altri sono definiti “ad alto rischio” perché, se l’infezione persiste nel tempo, possono favorire la trasformazione delle cellule infette.

L’HPV tende a replicarsi localmente, a livello della pelle o delle mucose, e non si diffonde nell’organismo come fanno altri virus sistemici. Può però rimanere latente anche a lungo, senza dare segnali evidenti.

Dal punto di vista clinico, la distinzione più importante è tra:

Tipi di HPVRischioPossibili manifestazioni
HPV 6 e 11Basso rischioCondilomi genitali, papillomi, verruche
HPV 16 e 18Alto rischioLesioni precancerose e tumori HPV-correlati
HPV 31, 33, 45, 52, 58 e altriAlto rischioAlterazioni cellulari, lesioni intraepiteliali

I tipi 16 e 18 sono tra i più rilevanti dal punto di vista oncologico e sono associati a una quota importante dei tumori del collo dell’utero.

Come si trasmette il papilloma virus?

Il papilloma virus si trasmette soprattutto attraverso il contatto diretto pelle-mucosa o mucosa-mucosa, in particolare durante rapporti vaginali, anali o orali. Non è necessario che vi sia penetrazione completa: il virus può trasmettersi anche con il semplice contatto intimo tra aree genitali.

Una delle caratteristiche che rende l’HPV così diffuso è la possibilità di trasmissione anche da parte di persone senza sintomi visibili. Una persona può avere l’infezione, non saperlo e trasmetterla comunque.

Il preservativo riduce in modo importante il rischio di contagio, ma non lo elimina del tutto, perché l’HPV può trovarsi anche su aree cutanee non coperte dal profilattico. Per questo la prevenzione più efficace combina più strumenti: vaccinazione, uso del preservativo, controlli periodici e attenzione alle lesioni sospette.

È invece molto meno rilevante, nella pratica clinica, la trasmissione attraverso superfici, servizi igienici, piscine o ambienti comuni. Questi contesti non sono considerati vie principali di contagio per l’HPV genitale.

Cosa succede se si ha il papilloma virus?

Se si ha il papilloma virus, nella maggior parte dei casi non succede nulla di evidente: l’infezione resta asintomatica e si risolve spontaneamente. Molte persone scoprono di essere entrate in contatto con l’HPV solo dopo un test di screening o dopo la comparsa di condilomi.

Quando l’infezione è causata da tipi a basso rischio, può provocare verruche o condilomi genitali. Quando invece è causata da tipi ad alto rischio, spesso non dà sintomi immediati, ma può causare nel tempo alterazioni cellulari, soprattutto a livello del collo dell’utero.

Il punto chiave è la persistenza. Un’infezione occasionale e transitoria è frequente; un’infezione che persiste per anni richiede più attenzione, perché può aumentare il rischio di lesioni precancerose. Per questo lo screening è fondamentale: consente di individuare le alterazioni prima che evolvano in malattia invasiva.

Quali sono i primi sintomi dell’infezione da papilloma virus?

I primi sintomi dell’infezione da papilloma virus spesso non ci sono. L’HPV è infatti frequentemente asintomatico, sia nelle donne sia negli uomini. Quando i sintomi compaiono, possono variare in base al ceppo di virus e alla zona colpita.

Tra le manifestazioni possibili ci sono:

  • verruche cutanee, soprattutto su mani, piedi o viso;
  • condilomi genitali, cioè piccole escrescenze morbide, singole o multiple, nell’area genitale o anale;
  • papillomi orali, se l’infezione interessa la mucosa della bocca o della gola;
  • nelle donne, talvolta sanguinamenti anomali, dolore durante i rapporti o perdite insolite, anche se questi sintomi non sono specifici dell’HPV e vanno sempre valutati dal ginecologo;
  • negli uomini, lesioni visibili su pene, scroto, perineo o area anale.

L’assenza di sintomi non esclude l’infezione. Proprio per questo, per le donne, i programmi di screening con Pap test e HPV-DNA test sono essenziali anche quando si sta bene.

Diffusione del papilloma virus: vediamo i numeri

Il papilloma virus è estremamente diffuso: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, quasi tutte le persone sessualmente attive entrano in contatto con l’HPV almeno una volta nella vita, spesso senza sviluppare sintomi. Nella maggior parte dei casi l’organismo riesce a controllare spontaneamente l’infezione: l’OMS indica che circa il 90% delle infezioni viene controllato dal sistema immunitario senza necessità di trattamento specifico.

La diffusione dell’HPV è importante non solo per la frequenza dell’infezione, ma anche per il suo legame con alcune forme tumorali. A livello globale, l’HPV è associato ogni anno a centinaia di migliaia di casi di tumore: nel 2019 ha causato una stima di circa 620.000 casi di cancro nelle donne e 70.000 negli uomini.

Il tumore più strettamente collegato al papilloma virus è quello del collo dell’utero. Nel 2022, nel mondo, sono stati stimati circa 660.000 nuovi casi di tumore cervicale e circa 350.000 decessi; la causa principale è l’infezione persistente da tipi di HPV ad alto rischio.

Anche in Italia l’impatto è significativo. Secondo il report 2023 dell’ICO/IARC HPV Information Centre, ogni anno si stimano circa 3.152 nuovi casi di tumore della cervice uterina e 1.011 decessi. Il tumore cervicale è il quarto tumore più frequente tra le donne italiane tra i 15 e i 44 anni. Lo stesso report stima che circa il 4,1% delle donne nella popolazione generale presenti un’infezione cervicale da HPV 16 o 18 in un dato momento, e che il 72,2% dei tumori cervicali invasivi sia attribuibile proprio ai tipi HPV 16 e 18.

Questi numeri aiutano a chiarire un punto fondamentale: l’HPV è molto comune, ma solo una parte delle infezioni diventa persistente e clinicamente rilevante. Per questo la prevenzione non si basa sul panico, ma su strumenti concreti: vaccinazione, screening e trattamento precoce delle lesioni.

Papilloma virus e tumori: qual è il legame?

Il papilloma virus è associato soprattutto al tumore del collo dell’utero, ma può essere coinvolto anche in altri tumori dell’area ano-genitale e del distretto testa-collo, come ano, vulva, vagina, pene e orofaringe.

Questo non significa che ogni infezione da HPV evolverà in tumore. La progressione è rara, lenta e legata soprattutto alla persistenza di tipi ad alto rischio. In genere il passaggio da infezione persistente a lesione precancerosa e poi, eventualmente, a tumore richiede anni.

Tra i fattori che possono favorire la persistenza dell’infezione o rendere più difficile la risposta immunitaria ci sono fumo, immunosoppressione, altre infezioni genitali e mancata adesione ai controlli.

Come si diagnostica il papilloma virus?

La diagnosi dipende dalla sede dell’infezione e dal tipo di manifestazione.

Nelle donne, gli strumenti principali sono:

Pap test

Serve a individuare eventuali alterazioni cellulari del collo dell’utero. In Italia è offerto nei programmi di screening, tradizionalmente ogni 3 anni nella fascia 25-64 anni.

HPV-DNA test

Ricerca direttamente il DNA dei tipi di HPV ad alto rischio. Sopra i 30 anni è considerato più costo-efficace come test di screening ogni 5 anni, secondo il modello verso cui le Regioni italiane stanno progressivamente convergendo.

Colposcopia

È un esame di secondo livello che permette di osservare il collo dell’utero con ingrandimento e individuare eventuali aree sospette.

Biopsia

Si effettua quando è necessario confermare la natura di una lesione con l’esame istologico.

Negli uomini non esiste uno screening di popolazione equivalente al Pap test o all’HPV test cervicale. In presenza di lesioni sospette su genitali esterni o regione anale, è indicata una valutazione specialistica con eventuale approfondimento istologico o virologico.

Come prepararsi a Pap test e HPV test

Prima di Pap test o HPV test è generalmente consigliato:

  • evitare rapporti sessuali nelle 24-48 ore precedenti;
  • non usare lavande vaginali, ovuli, creme o prodotti locali;
  • non eseguire il test durante il ciclo mestruale;
  • seguire eventuali indicazioni specifiche del centro in cui si effettua l’esame.

Sono accorgimenti semplici, ma utili per ridurre il rischio di risultati poco chiari o non valutabili.

Il papilloma virus si cura?

Non esiste una terapia farmacologica capace di eliminare direttamente il papilloma virus dall’organismo. Nella maggior parte dei casi è il sistema immunitario a controllare o eliminare l’infezione.

Le cure disponibili servono soprattutto a trattare le lesioni causate dal virus. In caso di condilomi, il medico può proporre terapie locali, trattamenti ambulatoriali o rimozione fisica delle lesioni. In caso di lesioni precancerose del collo dell’utero, possono essere indicati interventi conservativi come laserterapia, diatermocoagulazione, crioterapia o conizzazione, a seconda del tipo e della gravità della lesione.

È importante evitare il fai-da-te, soprattutto nell’area genitale. Prodotti per verruche cutanee, rimedi naturali o trattamenti irritanti non dovrebbero essere applicati su mucose genitali senza indicazione medica.

Prevenzione del papilloma virus

La prevenzione del papilloma virus si basa su tre pilastri: vaccinazione, screening e comportamenti protettivi.

Vaccinazione anti-HPV: perché oggi è raccomandata a ragazze e ragazzi

Per molto tempo il papilloma virus è stato percepito soprattutto come un problema femminile, perché il suo legame più noto è quello con il tumore del collo dell’utero. Oggi questa visione è superata: l’HPV riguarda tutta la popolazione, perché può colpire donne e uomini e può essere associato anche a tumori dell’ano, del pene, della vulva, della vagina e dell’orofaringe, oltre che ai condilomi genitali.

Per questo, da alcuni anni, la vaccinazione anti-HPV è raccomandata non solo alle ragazze, ma anche ai ragazzi. In Italia, il Ministero della Salute indica il 12° anno di vita, cioè dagli 11 ai 12 anni, come l’età raccomandata per effettuare la vaccinazione anti-papillomavirus in entrambi i sessi. La vaccinazione è gratuita e prevede 2 dosi se iniziata fino ai 14 anni inclusi, mentre prevede 3 dosi a partire dai 15 anni. È inoltre previsto un programma di recupero per chi non è stato vaccinato o non ha completato il ciclo: gratuità almeno fino ai 26 anni per le donne e almeno fino ai 18 anni per gli uomini, con possibili estensioni regionali.

Il vaccino funziona meglio se somministrato prima dell’inizio dell’attività sessuale, perché protegge prima di un eventuale contatto con il virus. Tuttavia, può essere utile anche in altre fasi della vita, in particolare nei programmi di recupero, nelle persone a rischio o in chi ha avuto trattamenti per lesioni HPV-correlate, secondo valutazione medica.

L’obiettivo non è solo proteggere la singola persona, ma ridurre la circolazione del virus nella popolazione. In questa prospettiva si parla di vaccinazione “universale” o “gender neutral”: vaccinare ragazze e ragazzi permette di prevenire più efficacemente le infezioni, i condilomi e i tumori correlati all’HPV.

Nonostante la raccomandazione, le coperture vaccinali in Italia sono ancora lontane dagli obiettivi ottimali. I dati aggiornati al 31 dicembre 2024 mostrano un miglioramento rispetto all’anno precedente, ma valori ancora bassi rispetto al target del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, che prevede il 95% di copertura nel 12° anno di vita. Nella coorte 2012, la copertura nazionale è pari al 51,18% nelle ragazze e al 44,65% nei ragazzi; nella coorte 2011 sale al 64,07% nelle ragazze e al 55,80% nei ragazzi.

A livello internazionale, l’OMS ha fissato obiettivi molto chiari per l’eliminazione del tumore cervicale come problema di sanità pubblica: entro il 2030, il 90% delle ragazze dovrebbe essere completamente vaccinato contro l’HPV entro i 15 anni, il 70% delle donne dovrebbe essere sottoposto a screening con test ad alta performance e il 90% delle donne con lesioni precancerose o tumore dovrebbe ricevere un trattamento adeguato.

È importante ricordare che il vaccino non cura un’infezione da HPV già presente e non sostituisce lo screening. Anche le persone vaccinate, in particolare le donne, devono continuare ad aderire ai controlli raccomandati, come Pap test e HPV-DNA test, perché il vaccino protegge dai ceppi più pericolosi ma non da tutti i tipi di papilloma virus esistenti.

Screening periodico

Anche chi è vaccinato deve aderire allo screening cervicale. Il vaccino protegge dai tipi più importanti di HPV, ma non da tutti i ceppi esistenti; per questo Pap test e HPV-DNA test restano fondamentali per la diagnosi precoce. Il Ministero della Salute ricorda che, per le donne dai 25 anni, anche se vaccinate, è importante partecipare ai programmi gratuiti di screening cervicale.

Comportamenti utili

Per ridurre il rischio di contagio è utile:

  • usare il preservativo nei rapporti sessuali;
  • evitare rapporti non protetti con partner occasionali;
  • rivolgersi al medico in caso di lesioni genitali, anali o orali sospette;
  • non fumare, perché il fumo può ostacolare la risposta immunitaria locale;
  • seguire regolarmente gli screening consigliati.

Papilloma virus in gravidanza

La presenza di HPV in gravidanza non significa automaticamente rischio per il bambino. In molti casi l’infezione viene semplicemente monitorata. Se sono presenti condilomi voluminosi o lesioni particolari, il ginecologo valuterà il percorso più adatto.

È importante non sospendere i controlli e non iniziare trattamenti senza indicazione medica. La gestione dipende dal tipo di lesione, dalla sede e dall’epoca gestazionale.

Papilloma virus: quando rivolgersi al medico?

È consigliabile rivolgersi al ginecologo, dermatologo, urologo, andrologo o proctologo se compaiono:

  • verruche o escrescenze nell’area genitale o anale;
  • sanguinamenti vaginali anomali;
  • dolore durante i rapporti;
  • lesioni persistenti in bocca o gola;
  • risultati positivi a Pap test o HPV test;
  • dubbi dopo un rapporto a rischio.

Una diagnosi precoce permette di distinguere le infezioni innocue dalle situazioni che richiedono monitoraggio o trattamento.

Domande frequenti sul papilloma virus

Il papilloma virus va via da solo?

Spesso sì. Molte infezioni da HPV sono transitorie e vengono controllate dal sistema immunitario. Tuttavia, quando l’infezione persiste, soprattutto se causata da tipi ad alto rischio, è necessario monitorarla con gli esami consigliati.

Si può avere il papilloma virus senza sintomi?

Sì. È molto comune avere l’HPV senza sintomi visibili. Per questo una persona può non sapere di averlo e, in alcuni casi, trasmetterlo.

Il preservativo protegge dal papilloma virus?

Protegge, ma non al 100%. Riduce il rischio di trasmissione, ma il virus può essere presente anche su aree non coperte dal preservativo.

Il vaccino serve anche ai maschi?

Sì. La vaccinazione è raccomandata anche per i ragazzi, perché protegge da condilomi e da tumori HPV-correlati e contribuisce a ridurre la circolazione del virus nella popolazione. In Italia è raccomandata nel 12° anno di vita sia per femmine sia per maschi.

Se ho l’HPV significa che il partner mi ha tradito?

No. L’HPV può rimanere silente per molto tempo e comparire o essere rilevato anche anni dopo il contagio. Un test positivo non permette di stabilire con precisione quando sia avvenuta l’infezione.

Conclusione

Il papilloma virus è un’infezione molto comune, spesso silenziosa e nella maggior parte dei casi non pericolosa. Il rischio nasce soprattutto quando l’infezione da tipi ad alto rischio persiste nel tempo senza controlli.

La buona notizia è che, come abbiamo visto, oggi abbiamo strumenti efficaci per prevenire e intercettare precocemente le conseguenze dell’HPV: vaccinazione, Pap test, HPV-DNA test e trattamenti mirati delle lesioni. L’obiettivo indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è arrivare all’eliminazione del tumore cervicale come problema di sanità pubblica attraverso vaccinazione, screening e trattamento adeguato.

Conoscere il papilloma virus, parlarne senza problemi e aderire ai controlli raccomandati è il modo più efficace per proteggere la propria salute.

Per saperne di più relativamente agli esami, anche in un’ottica preventiva, contattaci e ti forniremo tutte le informazioni che ti occorrono.

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